mercoledì 20 marzo 2013
Le cronache di Cermania
Sono qui sommersa da una fitta coltre di neve, in mezzo a mille fogli, con sopra scritte in almeno tre lingue differenti, di cui solo una conosco davvero.
Esprimere quello che si pensa, trovando le parole giuste, è così difficile in una lingua che non è la nostra madrelingua. E questa è solo una delle difficoltà che trovo in questo momento.
Da Ottobre 2012 ho fatto una scelta. Forse, finora, la più radicale della mia vita. Partire (o fuggire?) dall'Italia. Non è stato semplice prendere la decisione ma è forse ancora più difficile viverla ogni giorno.
E' davvero una marea di tempo, indefinito quasi, che non riprendo questo blog e non tedierò quei due tre occasionali lettori con le motivazioni (dell'andata ma anche e soprattutto del ritorno). In fondo basta scorrere più in basso e tre anni fa i miei pensieri erano esattamente gli stessi. Tutto cambia ma niente cambia.
Spero di riuscire questa volte a raccontare un po' di cronache tedesche.
E stavolta, la prima nella mia vita, a scrivere un blog senza "pianti addosso".
Piccoli passi giornalieri tesi al miglioramento di se stessi.
Don't get sentimental it always ends up drivel - Let Down by Radiohead
venerdì 8 luglio 2011
Piove..

EUGENIO MONTALE - PIOVE
Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.
Piove
da un ciclo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.
Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.
Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia,
e sulla greppia nazionale.
Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.
Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.
Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo,
ottimizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.
Piove, ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.
giovedì 7 luglio 2011
Ancora..e ancora..

Nuovo post. Ennesima volta. E' tanto tempo che lo dico, ricomincio a scrivere. Ricomincio ad avere un blog. Ne ho tenuti molti nella vita, quando ero piccola, un'adolescente innamorata dell'amore e sempre pronta a buttare qui le sue sofferenze, i suoi pensieri ancora verdi ma genuini e profondi. Poi, ad un certo punto, ho smesso. Presa dalla vita, da cose più grandi, da altri progetti. Non ho scritto più, fino al momento in cui non mi sono innamorata. Ogni volta che mi innamoro, mi viene da scrivere. Ebbene ora quel potenziale ho deciso che non voglio più sprecarlo e voglio ricominciare a sfruttare il buono che può venire dal gettare inchiostro sulla carta bianca. Guardare le proprie emozioni da fuori, rileggerle dopo tanto tempo e pensare a cosa è cambiato, e a cosa invece non è cambiato affatto. Per cui eccomi qua. Di nuovo in pista. Spero di rimanerci il più possibile.
sabato 27 febbraio 2010
A volte
venerdì 4 dicembre 2009
Non riesco...
non riesco a tenermi aggiornata,
Quando provo, cado e grido;
Uccido quel silenzio che c'è nel mondo,
Ma ogni volta che ci penso mi sembra impossibile riuscire
sabato 16 maggio 2009
White Rabbit
Il coniglio bianco che mi conduce verso la tana, verso il nulla, verso il vuoto.
mercoledì 15 aprile 2009
The New Born
Sul comodino di mio padre, tre libri di Nietzsche. Un po’ impolverati ma come biasimarlo. Non ricordo più quale fosse il suo pensiero, ma ricordo che a scuola, come accade per quasi tutte le cose che ti insegnano, non mi piaceva, già il nome era troppo difficile. Forse ora potrei cambiare idea.
Seduta alla scrivania davanti al pc, osservo di fronte a me il muro con le foto appese. Foto vecchie, avrò avuto nove anni, e dietro di me svettano, in una, la nave da crociera di non so cosa, la pacific princess, nell’altra l’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Italiana. Fuori c’è un bel sole, finalmente dopo un inverno in letargo, si può prendere di nuovo vita, mi piace il freddo e la pioggia ma forse il sole mi trasforma in una persona migliore. Forse. O forse sono io a sentirmi migliore perché vivo più tranquillamente la giornata se fuori c’è un bel sole. Non saprei.
Sto ascoltando un cd degli Slade, un Greatest Hits. Sono un gruppo Glam Rock anni ’70, spingono davvero molto. Mi mettono carica addosso, oltretutto in questo periodo ho bisogno di muovere le gambe e soprattutto il cervello. Sarà sempre per il discorso del sole di prima, forse.
Ho appena deciso. Voglio riaprire un blog. Una cosa semplice. Per poter scrivere senza che tutti i miei “amici” di facebook o myspace siano, volenti o nolenti, costretti a leggere. Ogni social network deve avere la sua funzione. In fondo le persone sono connesse a seconda delle loro passioni ed è bene che questi siti rimangano circoscritti all’uso per il quale sono nati, myspace per la musica, facebook per farsi i cazzi degli altri. Certo, è fatto proprio per quello. Se fate caso a come è strutturato, al fatto che se commento la foto di un mio amico, un altro mio amico che non sia amico del primo possa vedere e leggere tutto, è palesemente quello l’obiettivo e nessun altro.